Più veloce che cervo o pardo o tigre,
più veloce che augello on che saetta,
fugito è ogni mio ben con tanta fretta
che io son tardo a seguir, benché già migre.
Spietate Parche, al mio troncar sì pigre,
come fugetti sempre chi ve aspetta,
ed a cui più nel mondo star diletta
drizati il viso e le man impie e nigre!
Alor viver dovea quando fiorire
vidi mia spene e lo amor mio novello,
libero ancor da scognosciuti inganni:
anci in quel tempo pur dovea morire,
ché ben felice e fortunato è quello
che pò fugir per morte tanti affanni.