Chi fia che ascolti il mio grave lamento,
miseri versi e doloroso stile,
conversi dal cantar dolce e gentile
a ragionar di pena e di tormento?
Cangiato è in tutto il consueto accento
e le rime d'amor alte e sutile;
e son sì fatto disdegnoso e vile
che sol nel lamentar mi fo contento.
Disventurato me, che io vivo ancora,
né m'ha distrutto la amorosa vampa,
ma nel rearso petto se rinova!
Deh, chi può ben morir, adesso mora:
ché chiunque il suo ben perde e dipoi campa,
campando mille morte el giorno prova.