Sol de lo affanno mi suda la fonte
per la promessa ch'io feci improviso,
che ora nel cor mi dona mille ponte.
Quella fontana è sol mio paradiso,
sol mio diletto e sola zoglia mia,
ove io mi spechio rimirando il viso;
e se altri la tocasse, e' mi paria
che in lei non fosse quella puritade
ne l'onda chiara come era di pria.
Come esser debon le parole rade!
perché qualunque al proferire è ingordo
spesso per danno o per vergogna cade.
Ora ne andiamo, ma ben ti ricordo
che transformato bever ti convene,
né trovaresti in altra forma acordo.