Quello amoroso ben de ch'io ragiono
tanto è in sugetto nobile e soprano
che dimostrar no 'l pò lo inzegno umano,
però che al cel non giunge il nostro sono.
Unde io la impresa più volte abandono,
vegendo ben che io me affatico invano,
ma pui, cacciato da desir insano,
nel corso già lassato ancor me sprono.
Così ritorno a ragionar d'amore
con mente ardita e con la voce stanca,
da ragion fiaco e punto da speranza.
Di questo pasco il deboleto core,
or di luce vermiglia ed or di bianca,
ché quel pensiero ogni diletto avanza.