TIMOR un'alma tien tanto dubiosa Ch'ella ha poca ragion di viver lieta, Qual mai non gode e sempre è paurosa. TIMOR, dov'è qualche pericol, vieta
Pigliar piacere, e tanto un om fa vile, Che l'animo ragion mai non acquieta. TIMOR tremar fa l'agnel ne l'ovile Se di fuor sente il lupo, e sì sta chiuso,
Che appena intrar gli può il vento sottile. TIMOR quattro destrier d'un carro a l'usol, Sotto una virga tiene a un giogo stretti; E molti in servitù, che non gli excuso.
TIMOR ci tien talor, che i nostri effetti Non possiam dimostrar, che assai ne offende, Ché compagni al timor sono i rispetti. TIMOR fa sempre che un non si difende,
Ma supplice ai contrasti se dimostra E senza arme adoprar vinto se rende. TIMOR, se tu ti accosti a armati in giostra, La lor virtù sarà sotto te morta;
Dove tu sei, sempre la fronte il mostra. TIMOR obturba i sensi, e facia smorta Rende, e tremito il cor per lui si sente, E l'occhio il mostra con sua vista torta.
TIMOR non ha sol di quel ch'è presente, Dubbio: ma teme, ben che sia lontano, Il periculo, e a sé pargli imminente. TIMOR de certo è a imaginarlo vano,
E dove timor regna, ogniun concorre Che invalido quel corpo sia e mal sano. TIMOR Fineo tra gli omini una torre Converse in saxo col meduseo volto,
Ché a' timidi fortuna non soccorre. TIMOR Ptolemeo re sùbito vòlto Ebbe contra Pompeo, sol per paura Che Cesar non gli avesse il regno tolto.
TIMOR non lassò Andromeca secura Del figlio, visto Ulixe: e intrar lo fece Del patre Ector entro la sepultura. TIMOR Dyonisio del tonsore invece
Usoe le proprie figlie cum carbone Per fugir ferro; e al fin non fugì nece, Ché mal se fugge quel che 'l ciel dispone.
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