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1441–1494

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Matteo Maria Boiardo

Tornato è il tempo rigido e guazoso, che la notte su crese e il giorno manca, il ciel se anera e la terra se imbianca, l'unda è concreta e il vento è ruinoso.

Ed io come di prima son focoso, né per fredura il mio voler se stanca; la fiama che egli ha intorno sì lo affranca che nulla teme il fredo aspro e noglioso.

Io la mia estate eterna haggio nel petto, e non la muta il turbido Orione né Iade né Pliade né altra stella. Scaldami il cor Amor con tal diletto

che verdegiar lo fa d'ogni stagione che il suo bel Sole a li ochi mei non cella.

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