Tornato è il tempo rigido e guazoso,
che la notte su crese e il giorno manca,
il ciel se anera e la terra se imbianca,
l'unda è concreta e il vento è ruinoso.
Ed io come di prima son focoso,
né per fredura il mio voler se stanca;
la fiama che egli ha intorno sì lo affranca
che nulla teme il fredo aspro e noglioso.
Io la mia estate eterna haggio nel petto,
e non la muta il turbido Orione
né Iade né Pliade né altra stella.
Scaldami il cor Amor con tal diletto
che verdegiar lo fa d'ogni stagione
che il suo bel Sole a li ochi mei non cella.