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1441–1494

4

Matteo Maria Boiardo

GELOSIA un vero amor non po' smarrire, Ché si uno amante va cum pura fede, Amor il premia al fin del suo servire. GELOSIA è dura cosa, ove esser vede

Commodo al concorrente nello amore: Ché al spesso supplicar segue merzede. GELOSIA tristo rende un lieto core, Ma spesso è causa ancor, dove ella sprona,

Condurre un che ama a un virtuoso onore. GELOSIA quando vien, non si propona Contrastargli alcun mai, ché sforza ogniuno: Ma el saper tollerarla è cosa bona.

GELOSIA ciascun cerca, e poi ciascuno La fuge; e prima ogniun vorìa sapere, Poi di saper vorebbe esser digiuno. GELOSIA sempre non debbia volere

Il concorrente per nimico; anzi esso, Se vincer vôl, de' pazïenza avere. GELOSIA se te gionge a veder presso A la cosa che tu ami el tuo rivale,

Stimi che 'l parli sempre a tuo interesso. GELOSIA ove si pone è sì gran male, Che medicina non se trova a lei; E si troppo oltra va, cosa è mortale.

GELOSIA non vien manco fra li dei, Che fra gli omini faccia; ecco Junone Del suo Jove gelosa, ah casi rei! GELOSIA di certezza mai non pone

Alcuno in strada, e al ver non apre porte, E tien fra speme e dubio le persone. GELOSIA d'Argo e de sue viste acorte Non fu secura mai, fin che nel piede

Con nome de lo non li fur l'orme sporte. GELOSIA Turno re, promisso erede Del re Latino, indusse a mortal guerra: E morto fu, ché morte indi procede.

GELOSIA Juno dea più volte in terra Fece venir per varii amor di Jove, Ché mai non posa un cor che in sé la serra. GELOSIA fe' Vulcano in forme nove

Pigliar Vener e Marte entro le rete, E il Sol ne fece manifeste prove Con gli ecclipsi soi, segni e comete.

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