Io vado tratto da sì ardente voglia,
che 'l sol tanto non arde ora nel cielo,
benché la neve a l'alpe, a' rivi il gielo,
l'umor a l'erbe, a' fonti l'unda toglia.
Quando io penso al piacer che 'l cor me invoglia,
nel qual dal caldo sol me copro e velo,
io non ho sangue in core o in dosso pelo
che non mi tremi da amorosa zoglia.
Spreza lo ardor del sole il foco mio,
qualor più caldo sopra a' Garamanti
on sopra a gli Etioppi o gli Indi preme.
Chi ha di sofrenza on di virtù desio
il viver forte segua de li amanti,
ché amor né caldo né fatica teme.