Spesso mi doglio e meco mi lamento
(ché altri che me non ho che il mio mal pesi)
de' giorni che da amore ardendo spesi,
che dovea più per tempo essere ispento;
e quanto più vi penso, più mi pento:
misero me perché me stesso offesi?
Deh, perché prima ben non me diffesi
da' laci ove or me spicco lento lento?
Ché se il tardo pentir ben salva l'alma,
il lungo star nel mal pur la tormenta
ne la sua vita e ne la nostra ancora.
Quando porrò mai giù la grave salma?
che me assicura il tempo che io mi penta?
Ché io non scio di mia morte il giorno o l'ora.