In quel fiorito e vago paradiso,
là dove regna Amore,
lasciai piagnendo a la mia donna il core,
e vivo pur ancor da lui diviso.
In un sol punto mi fu tolta alora
ogni mia cara cosa e preciosa:
restò la vita, che ebbi sempre a vile.
Doe cose for mia spene, e sono ancora:
Ercule l'una, il mio Signor zentile,
l'altra il bel volto ove anco il cor se posa.
E questa e quella a un tempo m'è nascosa,
né me occide il dolore!
che forsi torneria, di vita fore,
al mio caro Signor ed al bel viso.