Io me vo piagnendo,
e partomi da te contro mia voglia,
con tanta doglia che al morir contendo.
Come viver potrò da te lontano,
gentil mio viso umano
che solo eri cagion de la mia vita?
Or sbigotita a te se aresta in mano:
teco rimansi e l'alma, che n'è gita,
il cor dolente invita
a starsi teco, onde io son fatto insano,
cercando invano e non trovando aita.
Ma se non è partita
pietà da te più come esser si soglia,
ancor gran zoglia al mio ritorno attendo.