Né viso virginil de zigli ornato,
né fresche rose a bei crin de auro intorno,
né tronco vedrò mai de edere adorno,
né de viole e fiori adorno un prato,
che io non abia ne l'alma e in cor segnato
ciò che già mi mostrava un lieto giorno;
di lui cantando a ragionar ritorno
(dolce memoria!) e il tempo bene andato.
Le rose me son foco, e' zigli un giazo,
e l'edere sì forte m'hano avento
che io non fia sciolto mai dal suo bel lazo.
Così di fiori e de viole cento
a mio diletto mi consumo e sfazo,
e voglio in tal pensier morir contento.