Il cielo ed io cangiato abian sembianti,
io tutto leto e lui di nimbi pieno;
dove io fui tristo e lui tutto sereno,
lacrima or esso ed io lassiato ho i pianti.
Quel vivo Sol che se ascondea davanti,
fatto ha la luce a l'altro venir meno;
e' vagi lumi del celeste seno
son nel bel viso accolti tutti quanti.
E l'altro sol vedemo, invidioso
de' capei d'oro e del vermiglio volto,
mostrassi in vista scuro e nubiloso.
E poi che al tristo paragon fu colto,
più non se mostra e tien il viso ascoso,
però che il pregio di beltà gli è tolto.