Ecco la pastorela mena al piano
la bianca torma che è sotto sua guarda,
vegendo il sol calare e l'ora tarda,
e fumar l'alte vile di luntano.
Erto se leva lo arratore insano
e il giorno fugitivo intorno guarda
e soglie il iugo a' bovi, che non tarda,
per gire al suo riposo a mano a mano.
Ed io soletto, sanza alcun sogiorno,
de mei pensier co il sol sosta non ave,
e con le stelle a sospirar ritorno.
Dolce affanno d'amor, quanto ei suave!
Ché io non posso alla notte e non al giorno,
e la fatica eterna non me è grave.