Non credeti riposo aver giamai,
spirti infelici che seguiti Amore,
ché morte non vi dà quel rio Signore,
ma pena più che morte grave assai.
Odito aveva, e poi istesso il provai,
che non occide l'omo il gran dolore:
se l'occidesse, io già di vita fore
sarebbe, onde mi trovo in pianti e guai.
Né sua alegreza ancora al fin vi mena,
che fuge come nimbo avanti al vento,
e in tanta fuga se cognosce apena.
Così fra breve zoglia e lungo stento
e fra mille ore fosce e una serena,
amante in terra mai non fia contento.