Chi troverà parole e voce equale che giugnan nel parlare al pensier mio? Chi darà piume al mio intelletto ed ale sì che volando segua el gran desio?
Se lui per sé non sale, né giugne mia favella al loco ove io la invio, chi canterà giamai de la mia stella?
Lei sopra l'altre cose belle è bella, né col pensier se ariva a sua belleza, perché a lo inzegno umano il Ciel la cella né vuol che se salisca a la sua alteza,
se forsi Amor non degna darci aita acciò che la vagheza sia del suo regno qui tra noi sentita. Porgime aita, Amor, se non comprende
il debol mio pensier la nobiltade che a questo tempo tanta grazia rende, che gloriosa ne è la nostra etade. Sì come più resplende,
alor che il giorno è spento, intra le stelle rade la luna di color di puro argento, quando ha di fiame il bianco viso cento
e le sue corne ha più di lume piene, solo a sua vista è il nostro guardo intento, ché da lei sola a nui la luce viene: così splende qua giù questa lumiera,
e lei sola contiene valor, beltade e gentileza intiera. Come in la notte liquida e serena vien la stella d'Amore avanti al giorno,
de ragi d'oro e di splendor sì piena che l'orizonte è di sua luce adorno, ed ella a tergo mena l'altre stelle minore
che a lei d'intorno intorno cedon parte del cielo e fangli onore; indi rorando splendido liquore da l'umida sua chioma, onde se bagna
la verde erbetta e il colorito fiore, fa rogiadosa tutta la campagna: così costei de l'altre el pregio acquista, perché Amor la accompagna
e far sparir ogni altra bella vista. Chi mai vide al matin nascer l'aurora, di rose coronata e de jacinto, che fuor del mar el dì non esce ancora
e del suo lampegiar è il ciel depinto, e lei più se incolora de una luce vermiglia, da la qual fora vinto
qual ostro più tra noi se gli asomiglia; e il rozo pastorel se maraviglia del vago rossegiar de lo oriente che a poco a poco su nel ciel se apiglia,
e con più mira più se fa lucente: vedrà così ne lo angelico viso, se alcun fia che possente se trovi a rigurdarla in vista fiso.
Qual fuor de l'occean, di raggi acceso, risurge il sole al giorno matutino, e sì come fra l'unde e il ciel suspeso va tremolando sopra il suol marino;
e poi che il freno ha preso de' soi corsier focosi, con le rote d'or fino ad erto adriza e' corsi luminosi;
vista non è che amirar fermo lo osi, ché di vermiglio e d'oro ha un color misto che abaglia gli ochi nostri tenebrosi e fa l'uman veder più corto e tristo:
tal è amirar questo mirabil volto, che, da li ochi mei visto, ogn'altro remirar a lor ha tolto. Vago pensier, che con Amor tanto alto
volando vai, e del bel viso canti che ti fa nel pensar il cor di smalto, membrando di sua forma e dei sembianti, rimasti da la impresa sì soprana,
però che tanto avanti non va la possa de natura umana.
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