Il sol pur va veloce, se ben guardo,
e il tempo che se aspetta mai non vene;
ben par che il gran desir nanti me mene,
ma il corpo resta adietro ignavo e tardo.
Il sol di fuor me scalda, ed io dentro ardo;
il mio cor falso m'ha lasciato in pene:
esso è veloce e nulla cosa il tene,
ma passa avanti più legier che pardo.
Egli è davanti già del suo bel lume,
dove Amor lo rinfresca a la dolce ombra
e tienlo ascoso sotto a le sue piume;
ed io pur mo' son gionto a picol fiume
che rotto ha il varco e il mio passar ingombra,
acciò che lunga indugia me consume.