Or che sotto il Leon più boglie il celo,
aridi e' fiumi e rasciuta è ogni vena,
l'umor ne l'erbe se mantien apena,
sanza neve son l'alpe e sanza gelo.
Ed io di più fervor il cor me invelo,
che già mi dete ascoso occulta pena;
or l'ho scoperto per fiaccata lena
e portol ne la fronte sanza velo.
Adesso che il ciel arde e il mondo avampa,
sotto il sol vado, torrido e affanato,
dove alta voglia e gran desir me chiama.
Felice chi da' laci d'Amor campa,
ma felice vie più, vie più beato
chi amato è parimente quanto egli ama.