Duolmi la mia sventura, e più mi dole
che mostrar non la può la pena mia;
anzi la mostro, e più la mostreria
se me ascoltasse chi ascoltar non vole.
Feci mia doglia nota in cielo al sole,
in mar a gli delfin già per folia,
e lamentai de la fortuna ria
già su la verde piagia a le viole.
Né fiore è in terra, in mar pesce, in ciel stella,
né in tutto quel che 'l mondo immenso cinge
è cosa che non senta del mio ardore;
e questa creatura umana e bella
no il sente lei, o non sentir s'infinge;
sola no il sente, e tu il consenti, Amore?