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1441–1494

128

Matteo Maria Boiardo

La fiamma che mi intrò per li ochi al core consuma l'alma mia sì dolcemente che apena il mio morir per me si sente, tanto suave infuso è quello ardore.

Come colui che in sonno dolce more morso da l'aspe, e con l'ochio languente rifiuta il giorno, e la torpida mente senza alcun senso perde ogni vigore;

così ancor io, del mio dolce veneno pasciuto, vo mancando a poco a poco, né posso del mancar prender sospetto: ché, abenché io senta il spirto venir meno,

non cerco per campar spegner il foco, per non spegner con seco il mio diletto.

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128 · Matteo Maria Boiardo · Poetry Cove