Gentil Madonne, che veduto aveti
Mia vita incesa da soperchio ardore,
E ciò che fuor mostrar m'ha fatto Amore,
Ardendomi vie più che non credeti,
Non scio se nel parlar mio ve accorgeti
Remoto da me stesso esser il core;
E spesso, per aver tal parte fore,
Io me scordava quelle che voi seti.
Voi sete in voce in vice di sirene,
Ed io vi parlo con rime aspre, e versi
Rigidi, e nuote di lamenti piene.
Trarami forsi ancor mia Dia di pene,
E canti scoprirò ligiadri e tersi:
Alora avreti quel che a voi convene.