Sì come canta sopra a le chiare onde il bianco cegno, gionto da la morte, fra l'erbe fresche, e l'ultime sue voce più dolcemente de adornar si forza,
forsi per far il Ciel qualche pietade dil suo infelice e doloroso fine; così ancor io, davanti che il mio fine me induca a trapassar le infernal onde,
poiché non ho soccorso da Pietade, voglio cantar inanzi a la mia morte quel duol che il cor mi serra e sì mi forza che il passo chiude a le mie extreme voce.
Oh, che fossero odite queste voce da quella altiera che me caccia al fine de la mia vita, e che lassar mi forza il suo bel viso, prima che ne l'onde
di oscura Lete me bagnasse morte! Forsi gli soverria di me pietade. Deh, come credo che giammai pietade tochi colei per lamentevol voce
che non si placa e vede la mia morte? Crudel stella de Amore, è questo il fine che convien a mia fede? Ove son l'onde che di lavar tal machia abin mai forza?
La tua perfidia a lamentar mi forza, fera fallace e vuota di pietade, abenché io sapia che al rio vento e a l'onde del mar turbato geto queste voce.
Ma che, se pur me ascolti? ché già al fine del tanto sospirar me aduce morte. Fosse pur stata alora questa morte, quando lo amor mio stava in summa forza,
ché nel tempo gioioso è meglio il fine. Adesso che mancata è ogni pietade, cerco con prieghi e con pietose voce placare a l'aria il vento, il foco a l'onde.
Pietose farian l'onde a la mia morte queste mie voce, e non pono aver forza porre in costei pietade del mio fine!
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