Ombrosa selva, che il mio dolo ascolti
sì spesso in voce rotta da sospiri,
splendido sol, che per li eterni giri
hai nel mio lamentar più giorni volti,
fiere selvage e vagi ocei, che sciolti
seti da li aspri e crudi mie' martiri,
rivo corrente, che a doler me tiri
tra le ripe deserte e i lochi incolti;
o testimoni eterni de mia vita,
odeti la mia pena e fatti fede
a quella altiera che la aveti odita.
Ma a che? se lei che tanto dolor vede
(ché pur mia noglia a riguardar la invita)
vedendo istessa a li ochi soi non crede!