Mira quello ocellin che par che senta
de la tua pena, misero mio core,
e tieco insieme piagne del tuo ardore,
piagne cantando, e tieco se lamenta.
Come esser può che il Cielo e Amor consenta
che a ogni animal rincresca il mio dolore,
se non a lei, che mostra pur di fore
umana vista e di pietà dipenta?
Sola non cura il mio tristo languire,
e sola il può curar, ché solo a lei
il mio vivere è in mano e il mio morire.
Or vedi, altiera, quanto crudel sei,
che a pietà non ti move il mio martire
che fa con meco lamentar gli occei.