Con che dolce concento insieme accolti
se vano ad albergar quei vagi occelli,
vegendo come l'umbra il mondo velli
e i ragi del gran lume in mar involti!
Felici ocei, che de ogni cura sciolti,
a riposar ne giti lieti e snelli!
Or par che 'l mio dolor se rinovelli
quando è la notte e non è chi l'ascolti.
E come l'aria intorno a noi se imbruna
così dentro se anera il pensier mio,
nel rimembrar de le passate offese.
Qui tutte le rivegio ad una ad una:
sua finta umanità, suo pensier rio
che se coperse sì quando mi prese.