Qual tigre ircane o qual aspide dire
potrian cum gli ochi asciuti riguardare
la orribil fiera sopra a noi fremire?
Le pecorelle spaventate e rare
cadendo van di tabe e di penuria,
e il suo pastor in campo non appare.
Le stelle coniurate a farce iniuria
posto hano Alcide languido nel prato,
che solo era riparo a tanta furia.
Eridano il dolente, abandonato
da le Naiade, Satiri e Napee,
corre di sangue e lacrime meschiato.
Né sopra Xanto né a le selve idee,
là dove il bel pastor in alto fasto
se pose a iudicar tra le tre dee,
fo dato a ferro e a foco un cotal guasto,
né sparso a terra tanto sangue umano,
parte a le fiere e parte a' pesci in pasto.
Lasso, che al lamentar son fatto insano
e non ramento mia sorte tapina,
nel publico dolor piangendo invano.
Ove è il mio ostello a lato a la marina?
ove il rico giardin dai frutti d'oro?
Tutto è fiaccato ed arso cun ruina.
Ove è il novo boschetto e il verde aloro
quale io stesso piantai cum rame tenere,
de amor cantando onde or di doglia ploro?
Da quel vermiglio fior che amò già Venere
era nomato, e il nome asumigliava:
or in terra è divelto e posto in cenere.