Skip to content
1441–1494

1

Matteo Maria Boiardo

Qual tigre ircane o qual aspide dire potrian cum gli ochi asciuti riguardare la orribil fiera sopra a noi fremire? Le pecorelle spaventate e rare

cadendo van di tabe e di penuria, e il suo pastor in campo non appare. Le stelle coniurate a farce iniuria posto hano Alcide languido nel prato,

che solo era riparo a tanta furia. Eridano il dolente, abandonato da le Naiade, Satiri e Napee, corre di sangue e lacrime meschiato.

Né sopra Xanto né a le selve idee, là dove il bel pastor in alto fasto se pose a iudicar tra le tre dee, fo dato a ferro e a foco un cotal guasto,

né sparso a terra tanto sangue umano, parte a le fiere e parte a' pesci in pasto. Lasso, che al lamentar son fatto insano e non ramento mia sorte tapina,

nel publico dolor piangendo invano. Ove è il mio ostello a lato a la marina? ove il rico giardin dai frutti d'oro? Tutto è fiaccato ed arso cun ruina.

Ove è il novo boschetto e il verde aloro quale io stesso piantai cum rame tenere, de amor cantando onde or di doglia ploro? Da quel vermiglio fior che amò già Venere

era nomato, e il nome asumigliava: or in terra è divelto e posto in cenere.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
1 · Matteo Maria Boiardo · Poetry Cove