Come spuma di mare e fiume labile
periti siamo e como aura che spira:
or pòi mirar se 'l mondo è cosa stabile.
Non vede il sol che tuto il mondo agira
cosa tanto gentil quanto la terra
a cui ciascun pianeta è volto in ira:
diluvio de onde, peste, fame e guerra
premeno insieme, e questo il Cel non cura
né a tanta crudeltà la porta serra;
soi sacri tempii e sua santa cultura
son consumati, e le divine effigie
abandonate, e sparsa ogni figura.
Quai miseri Tebani o gente frigie
patirno a soi delitti cotal pena,
o qual magior è giù tra l'ombre stigie?
L'aria sopra di nui non se asserena,
il foco e l'aque ce fan danno a prova,
la terra è di cordoglio e pianti piena.