Meglio è che a consolar costui me mova:
a quel che vedo il suo dolor non manca,
anci magior nel pianto se rinova.
Leva, Titiro, su l'anima stanca,
leva le membra: or non sai che Fortuna
talor nera ha la facia e talor bianca?
Stato fermo non è sotto la luna,
né fo né mai serà: però la sorte
candida tornerà, che or tanto è bruna.
Alcia la mente e fa lo animo forte,
ché, come tra' più sagi si ragiona,
tristizia è da fugir sina a la morte.
Leva di terra tua lassa persona,
leva la umida facia ed alcia il ciglio:
perduto è sol chi se stesso abandona.
Come fronde caduca e còlto ziglio
è quel che da speranza se alontana,
né il suo saper gli giova o altrui consiglio.