Timida lepre ed al fuggir leggiera,
ch'a me dinanzi qual saetta vai,
ferma il tuo corso, e ti riposa omai,
che qui non c'è chi ti persegua o fera.
Lascia fuggir a me, che come fera
da veltri ognor cacciata teme guai,
e temo e fuggo i folgoranti rai,
di tal che vuol ch'al suo bel guardo i' pera.
Tu pur in qualche fratta ascosa spesso
delli sagaci cani il naso falli,
ond'ei ne perdon di seguir la traccia.
Ma me per piagge, per li campi e valli,
sempre persegue Amor, e lunge e appresso,
arde col fuoco di begli occhi e agghiaccia.