Benché la lingua il mio tormento taccia,
che mi conduce a manifesta morte,
non è che 'l duol non sia penace e forte,
ma così fa chi 'l nodo ognor m'allaccia.
Forza è tacendo ch'i' mi strugga e sfaccia,
e l'aspro mio martir in pace porte,
ché far le genti del mio duol accorte,
non scema il mal, e 'l nodo non mi slaccia.
Lagnasi il cor, e con pietosa voce
dentro a' begli occhi di madonna grida,
ov'ei prigion rimase al primo sguardo.
Ma che mi giovan le dolenti strida,
se più si stringe il nodo, e più mi coce
la fiamma, ed ogni aiuto si fa tardo?