Donna, cui donna uguale
non vive in terra, affrena il tuo martire,
se la mia vita brami, e 'l mio gioire.
Là su nel ciel in mezzo ai vaghi segni
posto m'ha Giove, e vuole
che nova stella, ma benigna, i' sia.
Or quando i' sento, che di me ti duole,
e i tuo' begli occhi pregni
veggio di pianto in tanta doglia ria,
manca la gioia mia,
perché m'affligge tanto il tuo languire,
che per più non morir vorrei morire.