Foss'io bastante dir di voi, di quelle,
di quelle vostre luci alme e cocenti,
che son tra l'altre così chiare e ardenti,
com'è del sol la luce tra le stelle,
cose direi tant'alte e così belle,
con sì leggiadro stil, con novi accenti,
ch'arder farei le più gelate menti
di starvi sempre innanzi per vedelle.
E fora tal la fama all'altra etate,
che dopo noi verrà, ch'ogni uom direbbe:
felice chi cantò tanta beltate.
Ma chi potesse dir quanto sarebbe
il merto lor, e vostra dignitate,
annoverar le stelle il dì potrebbe.