Non sparge quinci e quindi l'Apennino,
pagando all'uno e all'altro mar il fio,
fonte né fiume; né dall'Alpi rio
casca nel pian lombardo lor vicino,
ch'aguagli il dotto fiume, e cristallino
del Mencio fortunato, ov'apparìo
l'alta beltà che tanto m'infollìo,
che riverente ognor il cor l'inchino.
Queste le belle sono, e lucide acque,
u' Virgilio le Muse pria lavaro,
quand'ei fanciullo nella culla giacque.
Né per quel tanto al ciel giammai s'alzaro,
quant'oggi s'alzan per costei che nacque,
di grazia e di beltate esempio raro.