Quella, cui par non è, non fu, né fia,
di bei costumi specchio e di beltate,
onor e pompa della nostra etate,
di grazia albergo, e rara leggiadrìa,
da maligna e cocente febbre ria
arsa languiva, e quelle sue rosate
labbra movea con tanta maestate,
che 'n ciel non s'ode simile armonia.
Udilla e vide Amor, e a lei s'assise
a canto e disse: – Venere, che vuoi?
Ecco mie voglie per servirti pronte –.
Com'ella ciò sentì, di lui si rise,
la benda gli pigliò, e quella poi
s'avvinse intorno all'alma e altiera fronte.