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1485–1561

XCIX

Matteo Bandello

Di quanto scalda il sol, e copre il cielo, tutta la grazia, e tutto 'l bel ch' è 'n terra, raccolto splende in questa vaga donna, così quant'acque al mar da monti e valli

rendon tributo, e stagnan per li campi, sormonta il Mencio, onor degli altri fiumi. L'Eridano, chiamato Re de' fiumi, ora soggiace per destin del cielo

al figlio di Benaco in questi campi, di cui le limpide onde l'alma terra in grembo accoglie, e sparge per le valli, ove son l'ossa della maga donna,

che fuggendo da Tebe, quella donna, dopo i solcati laghi, mari e fiumi, la stanza elesse in queste acquose valli. E prima che morisse, alzati al cielo

il viso e gli occhi dalla bassa terra, disse cantando in mezzo a questi campi: – vedrete dopo lunga etate, o campi, posarsi qui sì glorïosa donna,

che simil non sarà sovra la terra, ch'ella col lume de' begli occhi i fiumi arder farà sovente. Allor il cielo benigno guarderà le nostre valli.

Ché per veder il Mencio e queste valli mille elevati spirti i proprii campi lasciati ne verran cangiando cielo, e poi dinanzi alla felice donna,

spargendo d'Elicona i dotti fiumi faran le Muse aver il seggio in terra. E tal ch' allor ritroverassi in terra, alla fama di queste ondose valli

verrà sprezzando Schirmia e Po, soi fiumi, e fatto agricoltor di questi campi canterà sempre della bella donna, che gli destina per sua guida il cielo –.

Diede il ciel segno allor, che questa terra con la donna le Muse in mezzo ai campi vedrebbe, e seco gir le valli e i fiumi.

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