Pure fontane, e voi fioriti campi,
amene piagge, ombrose rive e quete,
riposti luoghi, ch'oggi qui vedete
de' begli occhi soavi i chiari lampi;
erbetta molle, che 'l vestigio stampi
del schietto piede all'ombre più secrete,
quercia, olmo, faggio, cerro, pino, abete,
ove Zeffiro par ch'ognor s'accampi;
felice Villa, ov'il mio sol alberga,
anzi la luce pur di tutto 'l mondo,
cui tante carte la mia mano verga:
quando sarà che 'l viso almo e giocondo
le mie ferite di sua grazia asperga,
e tempri il mio dolor aspro e profondo?