È questo il glorïoso, sacro e altiero,
venerando sepolcro di Marone,
gloria di Cirra e pompa d'Elicone,
che tra' poeti fu il poeta vero?
Ebb'egli sulle Muse quell'impero,
ch'al poëtar eccelso ogn'uom dispone,
e tal che mai non ebbe paragone,
sì fu sublime, dotto, dolce e intero?
O fortunato sovr'ogni altro monte,
che già sentisti la divina tromba,
cantante Enea con suon sonoro e sacro.
E tu fra l'altre più lodata tomba,
l'alte cui lodi son famose e conte,
quest'edra e quest'alloro i' ti consacro.