Canti chi vuol di voi, che nata sète
d'antichi Regi chiari e glorïosi;
altri che di natura i sensi ascosi
filosofando, come son, vedete;
altri che di Corvino foste moglie,
e que' regni reggeste con tai modi,
che mai tenzone non vi fu, né lite;
altri la vostra castitate lodi,
i pensier saggi e le modeste voglie,
e tante grazie in voi dal ciel unite.
Son vostre doti rare ed infinite,
son qual arena al mar, al maggio i fiori.
Ma chi sarà che spieghi i grandi onori
che d'esser sì cortese al mondo avete?