I' benedico, Amor, e lodo ognora
il caro laccio, e l'alma fiamma ardente,
con che m'allacci ed ardi dolcemente,
e fai ch' i' viva in altri ed in me mora.
M'annoda il biondo e crespo crin, ch'all'ora
soave scherza, e abbrucia ardentemente
di que' begli occhi il lume chiar, cocente,
che per mio sol il mondo ammira e onora.
Così lodando le catene e 'l fuoco,
mi pasco di pensar alla beltate,
onde la corda ed il fucile prendi.
E così godo privo di pietate,
ch'ogni tuo strazio, Amor, mi par un giuoco,
mercé di lei, per cui mi leghi e incendi.