Quanto di te, superbo e crudo Amore,
più la mia donna possa, da vostr'opre
si vede chiar; che tu gli strali adopre
forz'è, se vuoi del mondo esser signore:
ma senza lei che fai? S'in tuo favore
que' suoi begli occhi vaga non discopre,
eterno ghiaccio le tue fiamme copre,
né sei potente pur scaldar un core.
Ch'ella per sé con gli occhi, ed atti gravi,
con le maniere belle, e l' parlar dolce,
tutt'i mortali infiamma, prende e lega.
E l'alme vinte sì leggiadra molce,
e fa parer le pene sì soavi,
che teco il mondo a riverirla piega.