Dal terso or biondo che pulisce Amore,
dal ciel di perla sovra gli archi teso,
cui sotto duo zaffir sì m'hanno acceso,
che 'n cener s'è converso l'arso core;
da schietto avorio, che spiegando fore
fin'ostro è qui fra noi dal ciel disceso,
da un fil di perle orïentali steso
sotto coralli di natìo colore;
dal petto, ch'alabastro vivo mostra,
con que' duo pomi colti in paradiso,
u' vera castitate alberga ognora;
da quella donna, ahimè, son qui diviso,
ch'è gloria e pompa dell'etate nostra,
e spiro, e parlo, e non son morto ancora?