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1485–1561

LII

Matteo Bandello

Spesso mi volgo, e intentamente miro l'alte, felici e fortunate mura, fatte a colei che adoro sepoltura, ond'io dolente lagrimo e sospiro.

E qual si vide mai maggior martiro, che 'l più bel d'ogni bel della natura veder celarmi? Lasso, chi mi fura di quel bel viso l'aria ond'io respiro?

Mora la crudeltà, mora l'asprezza di ch'è cagion che non si veggia il sole di quelle stelle, vita di mia vita. I' sento che morrò, se, come suole,

l'incredibil, soave, alma dolcezza di que' begli occhi non mi porge aìta.

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