Se della bella Dafne unqua ti calse,
mentre fu donna, e poi ch'arbor divenne,
o biondo Apollo, e 'n fuoco ti mantenne,
tal che 'l tuo cor più volte ed arse ed alse;
se dell'amato Ciparisso valse
l'aspro dolor, che nel morir sostenne,
attristarti così, ch'ognor ti tenne
di lagrime pien gli occhi amare e salse;
di questa assai più bella, ahimè, ti caglia,
ch'inferma langue, e se la vita perde,
perderà 'l mondo tutti i veri onori.
Così 'l Cipresso e 'l Lauro mai non vaglia
sfrondar bifolco, e l'uno e l'altro verde,
eterno sparga i suoi soavi odori.