Vinto dal sonno i' riposava alquanto,
allorché di Titon la bella Aurora,
esce, partendo, dell'albergo fora,
e Progne rinovella il vecchio pianto.
Ed ecco del mio letto al destro canto,
madonna i' sento, che s'assise allora,
dicendomi: – che vuoi? Qui pur son ora –!
E quella man mi sporse amata tanto.
Ond'io che di sognarmi immaginai,
per l'insolita gioia fra me dissi:
– beato me, se non mi sveglio mai –!
E perché gli occhi poscia i' non aprissi,
dormir eternamente i' desiai,
ma che madonna a canto i' mi sentissi.