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1485–1561

CXXIX

Matteo Bandello

Di campo in campo, e d'una in altra piaggia, giva piangendo il mio perduto tempo, quando nuovo pastor in ripa all'acque del figlio di Benaco in dolce stile

udi' cantar, ond'io lungo il bel fiume assiso stetti, ed egli disse i versi. – O biondo Apollo, che celesti versi all'ombra d'un bel lauro in quella piaggia,

ove l'Eurota corre altiero fiume, cantasti, se rammenti di quel tempo, alza, ti prego, il mio debile stile, tal che 'l suon ne rimbombi per quest'acque.

E voi, qual vetro pure e lucid'acque, u' nacque il buon testor di tanti versi, che dalle gregge e ' campi alza lo stile alle fiere armi, questa verde piaggia

di varii fior vestite, né sia tempo che manchi vostra vena al dotto fiume. Qual rivo, stagno, fonte, mare o fiume sparge di voi più cristalline l'acque?

Al più cocente, e al più gelato tempo chi ode di voi più dotte Muse e versi? Qual arbor è, che 'n quest'antica piaggia non senta novi carmi e novo stile?

Ch'al gran Gonzaga innalza altri lo stile, altri dispiega d'eloquenza un fiume cantando l'alma Elisa in bosco e 'n piaggia. Altri poi sparge d'Elicona l'acque,

e loda l'arboscel con alti versi, che venne di Damasco è già gran tempo. Così per me finché fia moto e tempo, se nulla ponno insieme col mio stile

tant'intagliati in mille pioppe versi, eterna fia madonna, e tu, chiar fiume, pomposo te n'andrai gonfiando l'acque, e sempre avrai poeti in questa piaggia.

Ceda di Tempe la fiorita piaggia, che presso a Pindo è verde in ogni tempo, a questi campi, ceda a voi, bell'acque, il chiar Peneo, o qual si trova in stile

cantato lago, o più superbo fiume, ed a costei le più lodate in versi. Quant'ho mai messo in prosa, o scritto in versi, di quest'allegra e avventurosa piaggia,

e del corrente e limpido bel fiume, e di costei, ch'onora il nostro tempo, è breve stilla d'infinito stile: tai son, madonna, il Mencio, il luogo e l'acque.

Qual meraviglia dunque, se dell'acque, che sorgon qui d'intorno gli miei versi parlan mai sempre, n'altro nel mio stile ribomba, ed ho cangiato in questa piaggia

il nido mio natìo per ogni tempo, bramando far mia vita in mezzo 'l fiume? Tranquillo, chiaro ed onorato fiume, che quinci e quindi spargi le bell'acque,

perché non ti conobbi io più per tempo? Perché non ho sonori ed alti versi, che 'l nome di madonna in ogni piaggia facesser noto con soave stile?

So ben che non aguaglio col mio stile, tante tue lode, o glorïoso fiume, né dell'aprica e ognor ridente piaggia, u' così fresche e chiare corron l'acque,

né di madonna ponno, cetre o versi, la gran virtù cantar in alcun tempo. Sacri Poeti che per ogni tempo immortali vi fate con lo stile,

gli alti e sottili vostri ornati versi a tanta donna, a sì famoso fiume, lieti sacrate, e meco di quest'acque cantate in questa al ciel sì cara piaggia –.

Qui 'l pastor tacque, e la piaggia in quel tempo e l'acque segno fer, che 'l novo stile gradiva al fiume dei cantati versi.

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