Se nei passati tempi spesso udivi,
favoso Mencio, la divina lira
di Titiro pastor, ch'ancora spira
canti soavi, glorïosi e divi,
or vedi que' begli occhi altieri e vivi,
in cui stupendo nostr'età si mira,
ed odi quella ch'a sé l'alme attira
col bel parlar, con gli atti dolci e schivi.
E se le Ninfe allor, Satiri e Pani,
venìan sovente per udir il suono
che senza par sarà sempre tra noi,
per mirar questa or qui ridotti sono
da vicini paesi, e da lontani
con gli alti Semidei gl'invitti Eroi.