– Di Semelè figliuolo, e del gran Giove,
for dell'uso comune in vita dato,
dal mondo riverito ed adorato
per le divine e inusitate prove,
se queste viti generose e nove,
che di mia mano, o Dio, t'ho consacrato,
conservi sì che 'l frutto desïato,
si colga e lungo tempo a tutti giove,
ogn'anno un capro con le corna d'oro
d'edra adornato col bel tirso avrai;
e 'l tutto asperso d'odorati vini –.
Così cantava sotto un verde alloro
Delio coltor di viti, allor ch'i rai
comincia Febo al Gange aver vicini.