Alte e frondose quercie, che le spalle
a questi colli ombrate; faggi ed orni,
genebri e lauri, che li bei contorni
di questa ornate al Ciel sì cara valle;
sentier erboso, e frequentato calle,
che 'n mezzo ai prati d'ogni fior adorni
mi meni, e poi girando mi ritorni
u' par che primavera mai non falle;
cari pastori, e pure pecorelle,
lascive capre, armenti ricchi e voi,
numi del luogo, i' vi saluto e adoro:
la città lascio, ed i fastidi suoi.
Qui fan ch'i' venga mie fatali stelle,
u' sol ritrovo al mio languir ristoro.