I' che volea cantar di Marte l'armi,
che nostr'etate rendon glorïosa,
appena con lo stile all'amorosa
impresa posso uguale dimostrarmi.
Non vuol Amor, ch'a dir di Marte i' m'armi,
che puote quanto vuol in ogni cosa;
Marte l'orrenda spada e sanguinosa
lascia, se vuol Amor che si disarmi.
E forse non sarò men noto e chiaro,
cantando Amor, che s'io cantassi Marte:
ché l'uno e l'altro chiara fama dona.
Di Pindaro e d'Alceo le molli carte
van con l'armate foglie a paro a paro:
né men di quelle il gran Petrarca suona.