Intorn'a l'onorata altiera tomba
ove riposa il gran figliuol di Marte
di lauri e palme sian le frondi sparte
né mai vi cessi il suon d'orrenda tromba.
Poi vi s'intagli in dïamante ch'egli
il Rodano frenò, la Scesia ed Oglio,
il Medoaco, il Reno ed il Santerno,
che, ne 'l fiorir de gli anni suoi, l'orgoglio
domò de gli nemici, ed i capegli
cinse di lauro con onor eterno.
Dunque, Signor, il fier dolor interno,
che dal cuor manda a' tuoi belli occhi il pianto,
affrena, e mira ch'egli a Marte a canto,
vive nel ciel, e chiaro qui ribomba.